Archivi del mese: gennaio 2008

L’Eternità

 
L’Eternità
 
 
Stare qui,
al sapore dell’eternità,
dopo aver amato te,
io ti guardo,
mentre dormi accanto a me;
 
Non ti sveglierò,
oh no,
perchè tu sorridi,
un bel sogno forse ora c’è,
dietro le ciglia chiuse;
 
L’ eternità spalanca le tue braccia,
io sono qua,
accanto alla felicità che è con me,
per te vivrò,
e quando avrai bisogno,
io ci sarò,
ad asciugare le tue lacrime;
 
Resta qui,
primo fiore dell’ eternità,
dopo aver amato te,
sul soffitto passa un angelo per me;
 
Fa che la mia vita,
sia infinita,
accanto a te,
per l’eternità;
 
 
 
 

Anche se il mio mondo non c’è più

Anche se il mio mondo non c’è più
 
 
 
 
Anche se il mio mondo non c’è più,
si cerca di vincere la paura,
che nel domani non v’è certezza,
che nell’ amore non v’è sicurezza,
che come in un sogno
tutti i desideri si avverino,
anche se in realtà è uno solo
che realmente si desidera.
 
Anche se il mio mondo non c’è più,
voglio costruirne uno di nuovo,
tutto mio,
senza ricordi
che feriscano,
senza rancori,
senza pianti.
 
Anche se il mio mondo non c’è più,
la vita deve andare avanti,
anche se,
è difficile accettare la verità,
palese agli occhi innamorati
di chi non vuole capire.
 
Anche se il mio mondo non c’è più,
lo spettacolo deve continuare,
per non deludere gli spettatori,
talvolta ignoranti,
talvolta cinici,
talvolta incapaci.
 
Anche se il mio mondo non c’è più,
non vale la pena costruirne un altro.
 
 
 
  
 
 
 

l’io

Possibile che non si riesca a prenderre in mano la propria vita senza fare i conti con tutto ciò che ci circonda?
 
Vorrei essere freddo e distaccato con la sofferenza che in certi momenti mi pervade…
 
Vorrei dimenticare le cose brutte che succedono a me e a chi mi sta intorno…
 
Vorrei capire il perchè di tanti eventi…
 
Vorrei continuare ad avere un sentimento puro ma il tempo è tiranno e non solo può aiutarlo se è qualcosa che sta crescendo  ma anche sopirlo se in attesa…
 
Vorrei ricominciare a vivere intensamente senza che i ricordi mi accechino facendo perdere l’ attimo il momento…
 
Vorrei tornare ad essere un punto di riferimento…
 
Vorrei essere vivo…
 
Vorrei non dover tenermi impegnato per non pensare…
 
 
TUTTO QUESTO TORNERA’ E SARO’ PIU’ FORTE PER ME E PER GLI ALTRI!!!!
   

L’Amore

Raccontano che un giorno si riunirono in un luogo della terra tutti i sentimenti e le qualità degli  uomini. 

  Quando la noia si fu presentata per la terza volta, la pazzia come sempre un po’ folle propose:
  "giochiamo a nascondino!". L’interesse alzò un sopracciglio e la curiosità senza  potersi
  contenere chiese: "a nascondino? di che si tratta?" "é un gioco -spiegò  la pazzia – in cui io
  mi copro gli occhi e mi metto a contare fino a 1000000 mentre voi vi nascondete, quando avrò
  terminato di contare il primo di voi che scopro prenderà il mio posto per continuare il gioco".

  L’entusiasmo   si mise a ballare, accompagnato dall’euforia. L’allegria fece tanti salti che finì per
  convincere il dubbio e persino l’apatia, alla quale non interessava mai niente…. però non tutti
  vollero partecipare. La verità preferì non nascondersi. Perché se poi tutti alla fine la scoprono?
  La superbia pensò che fosse un gioco molto sciocco (in fondo ciò che le dava fastidio era che
  non  fosse stata una sua idea) e la codardia preferì non arricchirsi.

  "UNO,DUE,TRE…" -cominciò a  contare la pazzia. La prima a nascondersi fu la pigrizia che si
  lasciò cadere dietro la prima  pietra che trovò sul percorso. La fede volò in cielo e l’invidia si
  nascose all’ombra del trionfo  che con le proprie forze era riuscito a salire sull’albero più alto. La
  generosità quasi non  riusciva a nascondersi. Ogni posto che trovava le sembrava meraviglioso
  per qualcuno dei suoi amici. Che dire di un lago cristallino? Ideale per la bellezza. Le fronde di
  un albero? Perfetto  per la timidezza. Le ali di una farfalla? Il migliore per la voluttà. Una folata di
  vento? Magnifico per la libertà. Così la generosità finì per nascondersi in un raggio di sole.
  L’egoismo, al  contrario trovò subito un buon nascondiglio, ventilato, confortevole e tutto per sé.
  La menzogna si nascose sul fondale degli oceani (non e’ vero, si nascose dietro l’arcobaleno!).
  La passione e  il desiderio al centro dei vulcani. L’oblio….non mi ricordo…dove? 

  Quando la  pazzia arrivò a contare 999999 l’amore non aveva ancora trovato un posto dove
  nascondersi poiché li trovava tutti occupati; finché scorse un cespuglio di rose e alla fine decise
  di nascondersi tra i suoi fiori. "un milione!" – contò la pazzia. E cominciò a cercare. La prima a
  comparire fu la  pigrizia, solo a tre passi da una pietra. Poi udì la fede, che stava discutendo con
  Dio su questioni di teologia, e sentì vibrare la passione e il desiderio dal fondo dei vulcani. Per
  caso trovò l’invidia e poté dedurre dove fosse il trionfo. L’egoismo non riuscì a trovarlo: era
  fuggito dal suo nascondiglio essendosi accorto che c’era un nido di vespe. Dopo tanto
  camminare, la pazzia ebbe sete e nel raggiungere il lago scoprì la bellezza. Con il dubbio le
  risultò ancora più facile, giacché lo trovò seduto su uno steccato senza avere ancora deciso da
  che lato  nascondersi. 

  Alla fine trovò un po’ tutti: il talento nell’erba fresca, l’angoscia in una grotta buia, la menzogna
  dietro l’arcobaleno e infine l’oblio che si era già dimenticato che stava giocando a nascondino.
  Solo l’amore non le appariva da nessuna parte. La Pazzia cercò dietro ogni albero, dietro ogni
  pietra, sulla cima delle montagne e quando stava per darsi per vinta scorse il cespuglio di rose e
  cominciò a muovere i rami. Quando, all’improvviso, si udì un grido di dolore: le spine avevano
  ferito gli occhi dell’amore! La pazzia non sapeva più che cosa fare per discolparsi; pianse,
  pregò, implorò, domandò perdono e alla fine gli promise che sarebbe diventata la sua guida. 
  
  Da allora, da quando per la prima volta si giocò a nascondino sulla terra, l’amore e’ cieco e la
  pazzia sempre lo accompagna….